Ospitare la Bellezza in educazione

La cura dell’interno, richiede necessariamente attenzione per l’esterno.

E’ una strada a doppia percorrenza”.

( J. Hillman)

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Se il mondo con le sue disaffezioni spinge l’anima dei ragazzi fuori dal centro e se le loro sensibilità vengono cicatrizzate nella periferia, dove c’è fatica ad avere fiducia nelle proprie forze, ecco che la Bellezza va a riprendersi l’anima dei ragazzi, là dove sono. Perché la Bellezza crea esperienza, è relazione.

Fare attenzione alla Bellezza, ad esempio nella scuola, è scegliere responsabilmente di fare una buona manutenzione ( dal lat. manu-tenere, tenere con la mano) non solo alle relazioni, ma anche ai luoghi fisici, agli spazi, dove la relazione abita ed è accolta. La questione non sarà soltanto se parlare o non parlare di fronte all’altro che non ci piace o ci rattrista, o che ci fa arrabbiare e non ci ascolta, ma “come” parlare loro, “cosa” dire a loro e non di loro, “quando” esprimersi con loro e non contro di loro. Fare esperienza dell’altro avendone cura, dunque. E la cura attraversa anche il luogo, che ospita la relazione.

C’è una forte deprivazione esperienziale nella scuola. I bambini, i ragazzi hanno voglia di essere coinvolti di più nelle loro emozioni, nei loro corpi, nella loro energia, ma tutto questo non accade, viene invertito sempre più questo aspetto del coinvolgimento attivo degli allievi. Come rimettere al centro l’importanza del sentire? Come allenare i ragazzi ad entrare in una dimensione di interiorità’? E’ possibile rimettere al centro dell’apprendimento, l’Emozione e non soltanto il dominio del Cognitivo? La predominanza cognitiva con il suo modello competitivo, astraente, schematico ci sta rendendo tutti più fragili. E’ possibile allora invitare la Bellezza ad abitare i quaderni, le aule, l’atteggiamento di chi insegna? e perchè no…anche il modo di vestire e di parlare dei docenti con i propri allievi? Magari ripensare ai colori delle pareti della classe, a qualche piantina da far germogliare qua e là…

Occorre risvegliare i sensi, l’anima delle cose, l’Ichness – così la chiama James Hillman. Occorre darsi tempo, sostare un po’, fare spazio, voler ricevere e non solo dare. Anche come genitori siamo molto spinti dalla società a metterci in contatto con le nostre forze, ma poco educati a metterci in contatto con l’anima delle cose del mondo. Con gli occhi di nostro figlio. Con gli occhi ed il clima che ha la classe, ogni mattina. Perchè la classe è un insieme di Volti e storie e non solo un raggruppamento di banchi o nomi sul registro.

Viviamo un tempo in cui non c’è molto spazio per lasciare spazio. C’è poco tempo per dare tempo.

Le logiche di misurazione, di valutazione, di controllo, di verifica, scandiscono l’apprendimento: se un ragazzino è lento nel processo di decodifica della lettura è un dislessico, se scrive male è un disgrafico, se è troppo vivace è un iperattivo. Tutto ciò mi suscita una grande ansia, non lo nascondo.C’è l’ombra della sindrome dietro tutto. E dietro la Bruttezza? Dietro la non curanza? Per questa sciatteria educativa non è stato ancora creato un profilo clinico-diagnostico? Perchè non qualche goccetta di Ritalin-anti-sciatteria?

Occorre tornare ad Ospitare. Ospitare e sentirsi ospitati. Ospitare la Bellezza in Educazione, va nella direzione del prendersi cura di noi, del nostro tempo, dei nostri rapporti familiari, dei nostri allievi.

E’ un portare cura nelle nostre piccole storie, anche quelle che nascono a margine e crescono in periferia. Perché l’Amore torni al mondo – dice ancora Hillman – è prima necessario che ritorni la Bellezza”, altrimenti ameremmo il mondo solo per dovere morale: pulirlo, conservarlo, conservare la natura, sfruttarlo meno, rispettarlo. Certo questo è molto importante, ma se l’Amore viene prima dalla Bellezza, allora la Bellezza, viene prima. Come dire che ameremo la Bellezza, perché ameremo. 

E se ameremo la Bellezza, sentiremo che i gesti del nostro corpo non possono essere più repressi, che i nostri sensi ci guidano e che le nostre relazioni, le storie degli altri ci nutrono. La Bellezza è una forma di cura, è un mantenere, per tenere in vita.

Esercitiamo lo sguardo a lasciar passare la Luce.

s.